La decisione del Governo di istituire l’obbligatorietà dei libri di testo in formato digitale seppur con i suoi limiti, ha dato prova della volontà di mettersi al passo coi tempi e di facilitare l’apprendimento con le nuove tecnologie. Tuttavia non possiamo dire che la trasformazione sia già avvenuta, da un lato si presupponeva che fosse necessaria una fase preparatoria soprattutto per il corpo docente, che in Italia non è ancora abbastanza preparato a livello informatico.

Certo che l’idea di trasformare i libri di testo in e-book è innovativa e funzionale all’apprendimento, anche perché questi possono essere arricchiti con gallerie fotografiche, video, letture supplementari, e file audio. La proposta di E-Book+, presentata a marzo del 2013 da RCS Education ne è un esempio. Questa speciale sezione della casa editrice milanese propone una serie di 76 eBook adattabili a desktop, laptop, tablet Apple e Android, con la possibilità di creare classi virtuali, condivisione di note tra i compagni e l’archiviazione di documenti nella rete, in maniera che tutto il materiale sarà sempre a disposizione degli studenti e supervisionato dagli insegnanti. Sarebbe molto interessante sapere quanto si utilizzi oggi, dopo quasi tre anni dalla sua presentazione.

Nell’attualità, le scuole non sono ancora passate al sistema digitale, il periodo di transizione è più lungo del previsto e preparare il personale docente a questo cambio è meno semplice di quanto si possa credere. Inoltre, una volta che questi testi scolastici saranno disponibili in formato digitale, affinché siano fruibili dagli studenti è necessario che questi abbiano a disposizione un dispositivo per leggerli. Quante famiglie oggi in Italia dispongono di un computer o di un tablet? E’ certamente un fattore da tenere in considerazione, visto che la scuola pubblica non potrà permettersi, nonché sia nelle sue intenzioni, di fornire un tablet ad ogni alunno, si tratterebbe di un investimento inimmaginabile considerando che con i fondi pubblici non si possa contrattare stabilmente il personale docente, non si possa procedere al restauro degli edifici scolastici ed in alcune scuole non sono sufficienti nemmeno per pagare la carta igienica.

C’è da aggiungere che, nel caso non si disponga di alcun dispositivo, scaricare i testi scolastici da internet per poi stamparli risulterà ad ogni modo meno costoso che comprarli in formato cartaceo in libreria. Per rendere tutto ancora più facile da qualche mese la Espresso Book Machine è stata introdotta nel mercato editoriale europeo. Con la Espresso Book Machine potranno essere stampati interi libri in solo pochi minuti, si tratta infatti di una stampante collegata ad internet dalla quale si possono estrarre in formato cartaceo oltre 7 milioni di testi, sia in italiano che in lingua straniera. Per il momento questa è disponibile in Italia solo nella libreria Mondadori, in Piazza del Duomo a Milano, speriamo che si possa diffondere su tutto il territorio poiché rappresenterebbe un aiuto non solo ai lettori in generale, ma soprattutto il popolo universitario, abituato alle copisterie, gli studenti così potrebbero dedicare più tempo allo studio invece che passare interi pomeriggi a fare fotocopie.

Eppure nelle scuole sembra regni ancora l’analfabetismo informatico. Soprattutto tra i professori, i quali sono chiamati con la nuova direttiva preparare loro stessi i contenuti scolastici in formato digitale.

Meglio sarebbe riconoscere che, per attuare un tale cambiamento nelle scuole, si dovrebbe investire nelle stesse con personale esperto, che almeno all’inizio possa affiancare il corpo docente. In questo momento lo scenario italiano delle scuole mostra che siamo ancora lontani dall’aver integrato questa nuova tecnologia nelle tecniche di apprendimento.

Sicuramente non è lo stesso per gli studenti, infatti i ragazzini si sono abituati ai dispositivi mobili ormai da diversi anni soprattutto per attività extrascolastiche e sarebbero quindi favorevoli alla transizione. Secondo uno studio dell’Unione Europea più dei due terzi dei ragazzi tra i 9 e i 16 anni, soffre di un’eccessiva dipendenza da tali strumenti e ciò potrebbe compromettere alcuni aspetti dell’apprendimento, come ad esempio la scrittura manuale o la distrazione dei social network durante le ore di studio.

Elisa Peressin