Il fenomeno è già chiaramente consolidato negli ambiti sportivi anglosassoni. Non sarà passato inosservato a chiunque segue la Premier League che tutti i maggiori club, tra cui anche il Manchester United e l’Arsenal, hanno stampato sulle magliette i marchi di alcuni dei maggiori broker finanziari per il trading online.

Nel 2016 ha fatto notizia un’importante piattaforma di investimenti online che ha fortemente voluto Cristiano Ronaldo come suo testimonial. A fare gola al broker finanziario l’impressionante numero di followers che la star del calcio portoghese ha sui suoi social network. Questo importante bacino di utenti è stato poi utilizzato per fare da volano alle campagne pubblicitarie dell’azienda.

juventus

In Italia il fenomeno sta partendo ancora un po' in sordina, ma la stessa tendenza si sta velocemente propagando anche al nostro Paese. La Juventus, ad esempio, continua anche quest’anno ad avere tra i suoi sponsor una delle maggiori piattaforme per il trading binario. Anche se nel caso del club torinese il marchio del broker finanziario non campeggia sulle magliette, le pubblicità a bordo campo promuovono inequivocabilmente l’immagine dell’azienda sponsor.

Cosa Si Nasconde Dietro Al Connubio Sport-Broker Finanziari

Da dove scaturisce questo interesse tra due mondi apparentemente distanti e quali sono i pericoli di questo connubio?

Società sportive e broker finanziari hanno entrambi molto da guadagnare da questo incontro. Molti club calcistici stanno attraversando un periodo di evidente difficoltà che si sta protraendo già da diverso tempo. I maggiori broker finanziari online, d’altro canto, continuano a vivere un trend positivo che sta costantemente incrementando i loro utili e, di conseguenza, i capitali a disposizione per investimenti pubblicitari.

Entrambe le parti hanno perciò molto da guadagnare da una partnership. Se per una società di calcio avere un broker finanziario fra i propri sponsor significa immettere capitali freschi nelle proprie casse, le piattaforme per il trading online ne ricevono in cambio una visibilità di vastissime proporzioni.

Il mondo dello sport, e del calcio in particolare, è uno dei principali catalizzatori dell’attenzione pubblica. Non solo, il target di pubblico raggiunto è vastissimo e non ha limiti di età o stato sociale. Essere lo sponsor di un club calcistico blasonato, significa raggiungere con il proprio messaggio la maggior parte della popolazione di una nazione. Un’occasione allettante per chi vuole promuovere la propria immagine e ha la forza finanziaria per farlo.

Pericolo O Nuova Opportunità?

Se da un punto di vista finanziario e di marketing queste partnership sono impeccabili, c’è chi comincia ad interrogarsi sulle possibili conseguenze di questa tendenza.

Le preoccupazioni scaturiscono dalla percezione diffusa che associa il trading online al gioco d’azzardo. È sintomatico il fatto che nel nostro Paese chi decide di orientarsi su questi broker finanziari non viene percepito come un investitore. Si parla spesso infatti di “giocare” con le opzioni binarie piuttosto che “investire” in opzioni binarie.

Dato che un’ampia parte del pubblico sportivo è composta da giovani o giovanissimi, il quesito è se queste sponsorizzazioni non siano una sorta di incoraggiamento al gioco d’azzardo che avvicina le nuove generazioni a investimenti troppo rischiosi. La domanda è sicuramente plausibile ma la risposta deve tenere conto di diverse variabili.

Innanzi tutto, il mondo degli investimenti online è un concetto ancora relativamente nuovo nel nostro Paese. Come ogni novità, in particolare se legata al mondo del web, viene spesso percepita con un’iniziale diffidenza. Si provi a pensare a quello che fu l’approccio iniziale al mondo dei viaggi prenotati online. Si è passati dalla totale diffidenza a diventare il mezzo favorito dagli Italiani per organizzare le proprie vacanze.

Come successe per le agenzie di viaggi online, anche nel mondo dei broker finanziari ci sono stati casi di società di dubbia fama che hanno operato sul mercato in maniera sconsiderata contribuendo a creare un’aurea di diffidenza. Rimane comunque il fatto che i maggiori operatori sono aziende accreditate, in possesso di regolari certificazioni e che operano nel rispetto delle regole imposte dai governi.

È indubbio che fare trading online è un investimento non esente da rischi. Ad ogni modo, chi si avvale di queste piattaforme per i propri investimenti, in realtà non sta giocando d’azzardo. Gli investimenti si basano su azioni quotate in Borsa, valute estere, ETF, commodities e quant’altro proposto dal mondo della finanza. Si tratta, in sostanza, di investimenti veri e propri legati ai mercati finanziari ufficiali.

La componente di rischio degli investimenti online è determinata esclusivamente dall’approccio dell’investitore. Ma questo principio vale in fin dei conti anche per gli investimenti operati attraverso gli Istituti di Credito tradizionali che non mettono al riparo da perdite anche sostanziose. Se l’investitore non è informato e non segue le regole del buon senso, i suoi soldi saranno sempre a rischio sia che investa online o no.

La chiave di lettura di questa nuova tendenza che associa il mondo dei broker finanziari allo sport sta forse nel fatto che i cambiamenti a cui stiamo assistendo sono più veloci di quello che riusciamo a volte ad assimilare. Il mondo si sta sempre più spostando online e le piattaforme di trading online stanno intercettando questa tendenza. Non è difficile immaginare un futuro non troppo lontano in cui la maggioranza degli investimenti verranno fatti online e quello che viene oggi percepito con sospetto diventerà la normalità, sopratutto per le nuove generazioni.

Prevedere quello che sarà l’impatto di questi cambiamenti non è facilmente prevedibile. È comunque presumibile che, come è sempre successo nel mondo degli investimenti, ci sarà chi riuscirà a sfruttare queste nuove opportunità in maniera oculata, informata e responsabile determinando il proprio successo e chi, invece, pagherà il prezzo di scelte poco assennate. In fin dei conti, ogni strumento può essere buono o cattivo a seconda dell’utilizzo che se ne fa.